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24 gennaio 2008
Lettera aperta alla politica



 
Pochi minuti fa ècaduto il governo prodi... 
tante riflessioni vengono alla mente. Su tutti lo scempio visto in Tv...

Vi anticipo il mio venerdi...

Lettera aperta alla politica italiana

Sara Dellabella

A prescindere dalla sorte del Governo Prodi, questa missiva prende spunto da un’attenta analisi e osservazione sullo stato della politica italiana che appare sempre più persa nei grovigli di palazzo, anziché occupata a sciogliere i tanti nodi in cui incappano i suoi cives.

Parto dalla copiosa e amareggiata, e per questo bellissima lettera di dimissioni della Senatrice Franca Rame datata 15 gennaio 2007. Dopo un anno e mezzo di teatrino politico, in cui il centro sinistra si è occupato più di disegnare il Pd anziché pensare ad attuare quel minimo di promesse elettorali. E’ passato un altro Governo di centro sinistra e se Berlusconi salirà di nuovo al vertice della maggioranza sarà ancora libero di operare senza legge sul conflitto di interessi. Però adesso abbiamo il Pd, con Veltroni che da la zappa sui piedi a Prodi, assetato di elezioni, corse solitarie e leadership. A Palazzo Chigi ultimamente non si muoveva foglia se Veltroni non rilasciava il placet. Un sindaco senza nomina parlamentare che diventa perno delle trattative politiche, in prospettiva del “dopo Prodi”.

Cari politici, ma perché tanta chiusura su se stessi? Avete amministrato la politica italiana e le sorti di un paese come una banale questione di condominio, e la fine anticipata di questa legislatura ne costituisce l’esempio più chiaro. Un ministro indagato dal proprio apparato amministrativo, sovverte il tavolo di uno stato intero, chiude tutto e manda in tilt l’equilibrio di un’intera nazione. Ma come può essere possibile tutto ciò di fronte ad un operaio metalmeccanico, che per difendere il proprio contratto scende in strada sotto la pioggia, occupa e blocca autostrade. Che stato è questo, quale giustizia si può sperare in un luogo dove per il semplice fatto di essere indagati si richiede forzata solidarietà a tutti indistamente, senza il beneficio del dubbio. E’ assurdo che non esista,come in qualunque azienda, un meccanismo di sostituzione temporanea tale da ostacolare certi personaggi dal ricatto?

Questo cari signori, è un paese dove milioni di ragazzi tornati dalle nostre guerre intelligenti si ammalano a causa dell’utilizzo indiscriminato di uranio impoverito. Vittime postume che richiedono da anni lo status di “vittime di guerra”, per indennizzare le famiglie dissanguate dalle spese mediche. Vorrei sottolineare come la maggioranza di questi ragazzi siano del sud, giovani che hanno scelto lo Stato per sfuggire alla disoccupazione permanente. E poi come nascondere che di uranio impoverito sono morte centinaia di persone anche in Sardegna, dove i nostri poligoni vengono prestati alle sperimentazioni belliche degli eserciti stranieri.

Questo cari miei è diventato il Paese in cui ogni popolazione locale ha imparato a far da se, a scendere in strada, riscoprirsi comunità locale, per difendere il proprio diritto alla sopravvivenza. Perché si muore, ed il fatto che si muoia di morte lenta non costituisce affatto un’attenuante per l’assassino.

E poi ci sono quelli che muoiono in fretta, che si levano presto di torno, che fanno più fragore, ma che vengono velocemente cancellati dopo il discorso ufficiale. Sono i 1037 morti sul lavoro del 2007 e quasi 50 del 2008. Più di un morto al giorno, una guerra giocata sul risparmio delle imprese, dove il costo del lavoro si abbassa sempre di più, pagando sempre prezzi troppo alti. Tutte queste polemiche tra Destra e Sinistra, tra Pd, Cosa Bianca, Cosa Rossa etc… ci lasciano soli. Senza interlocutori, porte chiuse e corse a “Porta a Porta” per spiegare le proprie ragioni. E se non fosse stato per il salotto di Vespa che ieri misurava le emissioni di gas tossici di Pianura, nessuno dei ministri e onorevoli presenti in studio avrebbe avuto la spiegazione di ciò che sta accadendo in quella comunità. Questi signori si permettono troppo spesso, di deridere e ridurre tutte le proteste all’isteria collettiva che blocca e paralizza questo paese. Cari signori, mettete le vostre belle case davanti ad una discarica o ad un sito scelto per aprire una nuova centrale a carbone, riducete il vostro stipendio a 800 euro (senza alcun benefit), magari con un contratto a progetto. E poi condannatevi a vedere dal salotto di casa vostra, questa perpetua manfrina politica con quale ci annoiate ogni giorno, senza dare un segno concreto di speranza.

Il Time scrive che siamo il peggio paese governato, ma per tutti quelli che hanno puntato il dito verso l’avversario, vorrei rassicurare che il quotidiano inglese si riferiva a tutti, quindi nessuno si senta escluso perfavore. “Per favore vattene”, cosi titolava stamattina il giornale di Feltri. Si andate tutti via, lasciate per una volta che sia davvero una “nuova stagione”, invece di costringere i nostri cervelli a scappare altrove, dove la lungimiranza della politica si fida della scienza e non della teologia. Dove i diritti civili sono il frutto di una società che cambia e si evolve verso l’Europa. Quel grande progetto politico che spesso ci richiama all’impegno preso nel 1957, quando questo era un Paese che si costruiva in prospettiva di un futuro lontano. Quando governare era un guardare lontano, oltre i propri giorni e i propri interessi.

Gentili Signori, l’Italia sta perdendo, e voi che vi ostinate a rappresentarci state facendo il danno più grosso, lo state rendendo stanco, disilluso, privo di fantasia, schiacciato dalla burocrazia e dai baroni. Sta cadendo un governo, ma la cosa più grave è che gli italiani non ne possono più. Siamo il paese peggio governato, e per sillogismo voi che ci governate dovreste essere i peggiori d’Europa. Ma come si dice al peggio non c’è mai fine…

 

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permalink | inviato da GenerazioneURoma il 24/1/2008 alle 22:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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